Indice dei contenuti
Governare il pensiero che produce contenuti
L’AI generativa è entrata nel lavoro quotidiano di chiunque si occupi di comunicazione. Anzi, di chiunque.
Scrivere testi, generare idee, riformulare contenuti è diventato semplice, veloce, accessibile.
Così veloce e semplice che il web si è popolato di contenuti tutti uguali.
Cambiano le parole, ma non cambia il senso. Le strutture e le logiche sono ovunque le stesse.
Il problema non è usare l’AI ma confondere l’output con il valore.
Quando l’output diventa una commodity
Perché succede questo dilagare di banalità?
Perché manca la capacità di progettare contenuti a partire da un processo di ragionamento strutturato, che tiene insieme contesto, obiettivi, pubblico, complessità e conseguenze.
Tutto ciò prima ancora di scrivere una riga di testo.
L’AI è estremamente efficace nel fornire risposte ma i problemi di comunicazione non sono quasi mai chiari all’inizio. Se parti subito dalla risposta, salti il passaggio più importante: capire cosa va deciso.
Ed è qui che si colloca il mio lavoro: prima del testo, prima dell’output, nel momento in cui le domande giuste non sono ancora evidenti.
Io intervengo nel ragionamento che rende possibile una decisione editoriale, per evitare che i contenuti nascano come risposte inutili e inefficaci per te.
L’errore più comune è usare l’AI per produrre testi, e non per ragionare sui contenuti
Quando vado nelle aziende, vedo ripetere lo stesso schema:
- chiedono all’AI di scrivere un testo
- accettano la prima versione plausibile
- rifiniscono la forma e pubblicano
Il risultato è un contenuto corretto dal punto di vista formale, ma debole dal punto di vista strategico. E uguale a tantissimi altri dello stesso settore.
Il mio approccio con l’AI generativa è diverso. È metodico e ragionato.
Nel mio lavoro uso l’AI per ragionare sui contenuti
Nel mio lavoro, l’AI è uno strumento di confronto, di cui io come professionista sono il regista indiscusso.
Esploro alternative, cambio punti di vista, metto in discussione le proposte (output). Verifico se una soluzione è solida o solo comoda. Faccio emergere connessioni e correlazioni. Prendo decisioni PRIMA di scrivere.
L’AI amplia potentemente il campo delle possibilità ma non decide cosa diventa contenuto.
Quella resta una mia responsabilità.
Content Intelligence: lavorare a monte dell’output
Quando parlo di Content Intelligence, non mi riferisco a tool, metriche o automazioni ma al mio modo di lavorare.
Content Intelligence è la capacità che posseggo di progettare contenuti a partire da decisioni consapevoli su contesto, obiettivi, pubblico e complessità.
Content Intelligence significa che progetto i contenuti prima ancora di scriverli. Significa che mi fermo a ragionare su domande come:
- Qual è il problema reale da chiarire?
- Per chi sto scrivendo?
- Cosa va detto e cosa va escluso?
- Quale sequenza seguire?
- Quale livello di complessità è necessario, e quale è superfluo?
- Che tipo di decisione voglio rendere possibile dopo?
Questo lavoro l’AI, da sola, non lo può fare.
Content Intelligence è una soft skill
Content intelligence è una soft skill oggi fondamentale. Una competenza e un ‘attitudine che non tutti hanno.
- non è automatizzabile
- non è delegabile
- non è legata a un tool
- richiede esperienza
- richiede strategia
- richiede capacità decisionale
Chi non ha Content Intelligence scrive fuori fuoco, produce tanto ma non orienta, usa l’AI ma si fa guidare da lei.
AI Output Governance: il controllo umano oggi è la vera competenza
L’AI genera opzioni. Molte. Velocemente.
La capacità di governance, anch’essa soft skill, serve a selezionare, valutare, scartare, costruire una direzione coerente.
Governare gli output dell’AI significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
Decidere cosa ha senso in un contesto specifico e cosa no.
Questa funzione è ciò che chiamo AI Output Governance ed è una competenza editoriale e strategica che non si automatizza.
Una scelta di metodo
Per me, lavorare con l’AI significa saperla governare, senza mai subirla.
Mettere in discussione le proposte che genera. Usarla per pensare meglio, non per pensare meno.
Questo è il modo in cui lavoro oggi sui contenuti e con l’AI.
Se vuoi capire come questo approccio si traduce in un servizio concreto,
trovi qui Content Intelligence & AI Generativa.





