I social network Twitter, Facebook e Google+ mettono a disposizione dei loro utenti degli strumenti per creare pagine adatte alla promozione di marchi, professionisti, aziende.

Parliamo in generale di “brand”: la reputazione, il buon nome (e buona nomea) del prodotto e di chi rappresenta il prodotto.

Twitter ha recentemente aggiornato la struttura della sua “pagina brand”, consentendo di personalizzare l’intestazione principale e aggiungendo in alto una galleria delle immagini più recenti inserite nella pagina. Facebook è stato il primo social network a dare questa possibilità mentre Google+ è arrivato in seguito.

Chi si occupa di marketing ha quindi una domanda da porsi: qual’è lo strumento su cui focalizzarsi?

Il pubblico.

Facebook vince senza dubbio, con oltre 800 milioni di utenti; se vogliamo mettere il nostro “brand”dove gli utenti “stanno” effettivamente e dove parlano tra loro, Facebook è il posto giusto.

Twitter da questo punto di vista passa in secondo piano con circa il 10 – 12 % degli utenti che possiede Facebook ma il suo modo di ritrasmettere le informazioni (retweet) lo rende più potente di quanto si pensi.

Google+ è nuovo, sembra quasi un social network di casta con le sue “cerchie”.  Al momento, non possiamo aspettarci che se diciamo in una pubblicità “ci trovi su Google+” la gente sappia di cosa si stia parlando.

La flessibilità.

Facebook, ancora vince. E’ possibile trasformare una pagina “brand” come se fosse quella del sito web aziendale e c’è il bottone “like” (“mi piace”) che incoraggia la condivisione sociale delle pagine.

Nè Twitter nè Google consentono di inserire codice HTML dentro le loro pagine aziendali. Google+ consente, però, di integrare immagini e video facendo assomigliare la pagina aziendale ad un fotoalbum.
Le pagine aziendali su Twitter non sono liste di tweets: si può tenere un tweet in primo piano con un’immagine, ma il resto è costituito da testo e link.

Aspetto grafico (design).

Facebook è molto flessibile nel design e consente di gestire la parte centrale della pagina aziendale. Twitter però consente di cambiare lo schema di colori dell’intera pagina e di inserire nell’intestazione un’immagine di sfondo del “brand” (marchio, logo, prodotto).

Google+ permette di cambiare il logo e di modificare l’intestazione ma non completamente. La limitazione imposta è in generale esteticamente piacevole e può servire a dar vivacità a pagine troppo bianche. Sta alla bravura del creativo rendere un effetto finale gradevole.

Per quanto riguarda l’interazione: sulla pagina aziendale di Facebook c’è il “mi piace” e la bacheca dei messaggi. I “mi piace” si possono numerare.

Twitter ha (quasi analogamente) il “seguimi” e il “twitta con” (The Follow and the @ Reply). Il “seguimi” di Twitter è analogo al “mi piace” di Facebook;  il “twitta con” di Twitter è simile allo scrivi sulla bacheca della pagina aziendale, ma è più in evidenza e l’inclusione delle risposte, sempre in evidenza, incoraggia gli utenti a scrivere pubblicamente messaggi.

Google+ consente l’interazione con il bottone +1 e il “condividi questa pagina” e ancora gli utenti si confondono e non comprendono bene la differenza di funzionalità.

Navigazione su mobile.

Tutti e 3 i social network su dispositivi mobile tralasciano l’aspetto grafico faticosamente costruito e sostituiscono una lista di “post” (messaggi) e la possibilità di accedere alle attività  principali del socialnetwork:  “mi piace” e commenti su Facebook, Retweets su Twitter, commenti su Google+. Nessuno offre un’esperienza di navigazione gradevole e personalizzabile tramite cellulare.

Conclusioni.

Facebook vince su tutti i fronti, ma il design essenziale e pulito di Twitter e il suo modello di interazione tra utenti fanno di questo social network una piattaforma alternativa, o di supporto, per il proprio brand.

Nota finale: Brand fasulli.

Google+ rende facilissimo creare pagine aziendali ma attenzione che è altrettanto facile creare delle pagine false (fake), ad esempio per imitare la concorrenza.
Questo è sleale e vietato dai termini d’uso di Google+. C’è anche da dire che per cercare una pagina aziendale su Google+ bisogna cercare il nome del “brand” seguito da “plus” o “google plus” o “google+”.
E’ più difficile creare delle imitazioni di brand su Facebook e Twitter perchè rifiutano nomi già utilizzati al momento della creazione della pagina aziendale.